Da qualche mese si è concluso il Progetto OPEN FIELDS, OPEN MINDS, realizzato in collaborazione con i partners CRIC, DIRITTI A SUD e CAMPAGNE APERTE, che ha coinvolto ben 6 classi: III BT, IIA AFM, IIIA SIA, III E, IIID E III B SIA.
L’obiettivo è stato quello di invitare i nostri ragazzi a riflettere, con responsabilità e consapevolezza, sulla cultura del cibo, come espressione di una società più equa e non razzista. Attraverso 8 laboratori, gli esperti delle associazioni locali hanno costruito un viaggio nella storia del razzismo e della xenofobia per imparare ad utilizzare un linguaggio, non di odio ma di rispetto nei confronti del diverso, scoprendo, con sorpresa, “che siamo tutti un po’ razzisti”. Hanno, quindi, imparato che quando si porta un cibo a tavola, si può scegliere una società giusta, rispettosa dell’ambiente e della dignità di ogni persona: dietro ogni cibo, troppo spesso, c’è una cultura razzista, un sistema di sfruttamento che coinvolge le persone, soprattutto di colore. Esso non esprime solamente un’attenzione nei confronti del benessere e della salute, ma rappresenta un passo significativo verso la costruzione di un mondo socialmente ed economicamente sostenibile.

Il progetto sviluppa gli obiettivi previsti dalla L. n. 92 sull’insegnamento dell’educazione civica ed è stato inserito come progettualità extracurricolare nel Curricolo d’Istituto di educazione civica 2020-2021. Si ringraziano gli esperti delle associazioni, i docenti coinvolti (Prof.ssa De Pascalis, Prof.ssa Fortunato, Prof.ssa Mudoni, Prof. Cocciolo e Prof. Camisa) e, soprattutto, i nostri alunni per la partecipazione e l’impegno. Il video conclusivo del progetto è stato realizzato da un gruppo di alunne della classe III BT.

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